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Rigorosamente... Braglia |
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Scritto da Stefano Fogliani & Daniele Dieci
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lunedì 30 agosto 2010 |
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SASSUOLO-GROSSETO 1-1 - Gli scetticismi post-Livorno erano ampiamente giustificati, anche se era evidente come quello che era successo al Picchi fosse troppo bello per essere vero. Normale invece aspettarsi che dal picnic di tanti ex canarini (da Catellani a Bruno, da Fusani a Troiano, fino a Narciso e Apolloni) sul prato di casa (loro) potesse uscirne qualcosa di buono per il Sassuolo. Anche perché il Braglia si è confermato una ghiacciaia, troppo grande e distante per i 2400 che hanno trovato agevolmente posto sugli spalti, e anche perché, oltre a quella di steccare in casa, il Sassuolo di Arrigoni sembra aver mantenuto un'altra caratteristica di quello di Pioli, ovvero al difficoltà nel procurarsi -o farsi concedere, e non è un dettaglio - i rigori, che cozza invece con la disinvoltura con la quale gliene vengono concessi contro. A lamentarsi si passa da piagnoni e provinciali, quindi la apriamo e la chiudiamo qua, dicendo solo che se c'era - e c'era - il rigore con il quale pattini d'argento Donazzan (più pattini che argento, a dispetto della stagione estiva) ha costretto i neroverdi alla prima rincorsa stagionale, identica sanzione c'era per la trattenuta di Martinetti, e lasciamo ai dietrologi le spiegazioni del caso... |
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Se il buongiorno si vede dal mattino... |
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Scritto da Stefano Fogliani
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lunedì 23 agosto 2010 |
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LIVORNO-SASSUOLO 0-4 - Da dove cominciamo allora? Spese
geremiadi a profusione su un calendario che obbligava il Sassuolo, a
dispetto del quarto posto con playoff dello scorso anno, a cominciare
in salita, dal Picchi di Livorno, dopo un esordio del genere si
potrebbe far finta di nulla. E dire che no, micca si era detto che se
il Sassuolo andrà davvero in A il Vostro cronista salirà a piedi a
Carpineti partendo dal Ricci con addosso la maglia numero otto del
Genio Pagani, micca eravamo scettici nemmeno un po’ sulla squadra
allestita questa estate, caratterizzata da un organico ad altissimo
tasso di concorrenzialità e da un tecnico nuovo, e arrivato solo dopo
il no di Lerda, micca avevamo storto il naso in precampionato, e
nemmeno eravamo un tantino perplessi su una linea difensiva che,
rispetto ad un centrocampo e un attacco tra i migliori della B, sembra
avere qualcosa di meno rispetto alle ambizioni di promozione che Piazza
Risorgimento ha palesato già dal giorno della presentazione. Troppo facile far finta che il poker del Picchi cancelli tutto, comprese le timidezze palesate dai neroverdi prima che... |
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"Rieccolo", l'ottavo nano neroverde |
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Scritto da Stefano Fogliani
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venerdì 18 giugno 2010 |
 "Rieccolo" Bonato Rieccolo: sarà questo il soprannome che daremo a Nereo Bonato,
tornato a Sassuoo per quella che è la sua terza
esperienza in neroverde. Dopo Brucatolo, Remondinolo,
Rossolo, Allegrolo, Mandorlo, Tarozzolo e Piolo, il neo dg è l’ ottavo
nano al quale la Biancaneve neroverde chiede il salto di
categoria. Senza e se e senza ma, avrebbe dettato il
Signor Mapei da Milano, affidandosi per la terza volta
ai modi gentili ma fermi di questo dirigente veronese, che ha chiuso la
carriera di calciatore – era portiere – con una laurea in
tasca, parecchie buone letture (compreso Tex) e un futuro
da dirigente già in tasca, che a Sassuolo ci siamo
abituati a conoscere e ad apprezzare, senza nemmeno formalizzarci troppo
quando Rieccolo ha scelto altri lidi, convinto che
il suo ciclo a Sassuolo fosse chiuso. E’ successo nel
2006/07, quando Bonato scelse Modena, salvo tornare a
Piazza Risorgimento un anno e mezzo dopo, è risuccesso nel 2007/08
quando il direttore ha scelto Verona ma nessuno, nemmeno
quello Squinzi che, informato del passaggio di Rossi (il
diesse, of course) alla Juventus, ha subito
riprecettato Rieccolo, fresco di divorzio con il Verona... |
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Orgoglio e pregiudizio |
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Scritto da Stefano Fogliani
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lunedì 07 giugno 2010 |
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Gara 2 playoff - SASSUOLO-TORINO 1-2 - Il problema,
dopo una notte del genere, diventa quello di non dimenticarsi tutto e
subito, ancora accecati dal lampo di Bianchi che ha mandato in vacanza
prima di quanto ci si augurasse i reduci di Lord Brummel. E di non
gettare, assieme all’acqua sporca di una semifinale persa in modo forse
immeritato, certo inequivocabile, il bambino di una stagione comunque
indimenticabile, che vale ai neroverdi, al secondo anno di cadetteria,
un traguardo da non disprezzare. Poi è vero che le assenze neroverdi,
il blasone del Toro e le capacità dei granata di interpretare forse
meglio lo spirito-playoff, le differenze di organico, la tensione, le
individualità, gli episodi hanno spostato in modo deciso gli equilibri
verso gli uomini di Colantuono, ma è anche vero che il Sassuolo quello
che poteva lo ha fatto, e forse ancora di più. Lo ha fatto nel corso di una stagione regolare
che il dopogara di ieri ha inzuppato di rimpianti (otto punti su dodici
lasciati a Mantova e Gallipoli, quell’imperdonabile blackout tra
febbraio e marzo), e lo ha fatto nei 180’ di una semifinale che ha
premiato forse non la squadra migliore, ma certo quella più adatta a
giocarsi il tutto per tutto sul percorso breve... |
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La fionda di Davide |
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Scritto da Stefano Fogliani
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giovedì 03 giugno 2010 |
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GARA 1 PLAYOFF - TORINO-SASSUOLO 1-1 - Parafrasando
Colantuono, sulle cui dichiarazioni del dopogara glissiamo per carità
di patria: "Volevate i playoff? Ecco i playoff". Eccole qui, le gare
dove vale tutto, e dove tutto e il contrario di tutto succede e può
succedere, dove quasi si azzerano i valori tattico tecnici e contano
cuore, determinazione, voglia, cattiveria e fortuna. Dove blasone,
piazza, tradizione e pubblico pesano su match e arbitraggi, dove ogni
episodio vale la svolta e non c'è margine per rimediare agli errori.
Non li frequentavamo da tre anni, gli spareggi, ma C1, C2 o B sono
sempre quelli: brutti sporchi e cattivi. Cambia il palcoscenico,
insomma, ma non il canovaccio, né cambia la sostanza di sfide a loro
modo epiche. Non poteva fare eccezione quella che ha visto protagonista
il Sassuolo all'Olimpico, davanti a diciannovemila paganti
(praticamente mezza Sassuolo, giusto per dare un'idea delle proporzioni
delle quali stiamo parlando) ai limiti dell'isterico... |
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