Horror giapponese in tre dimensioni che parla di un bambino che entra in possesso di un coniglio di peluche che lo trascinerà a forza in un mondo di allucinazioni. La sorellastra maggiore è muta e entrambi hanno perso la madre, loro padre è in crisi da quando ha perduto pure la seconda moglie passa il tempo a costruire illustrazioni in tre dimensioni per libri delle favole. Ma le cose non sono come sembrano e molto presto sarà impossibile distinguere la realtà dalla finzione. L’idea di base era abbastanza banale, il mostro cattivo è un enorme pupazzo a forma di coniglio, e quando in un film horror ci sono bambini e conigli giganti è bene stare sempre attenti.
Nonostante questo e nonostante il 3D che dovrebbe far aumentare la tensione, questa pellicola è molto noiosa. La terza dimensione non serve a molto, se non a costruire un carinissimo passaggio narrativo: il bambino con sua sorella sono al cinema e stanno guardando il film precedente di Shimitzu Takashi (anche questo in 3D) nel quale appariva lo stesso coniglio protagonista della pellicola di quest’anno. Il coniglio lanciato nel vuoto viaggia verso il bambino, esce dallo schermo e viene afferrato dal protagonista che se lo mette in borsa. Similarmente pensando che aiuti a far sparire le sue allucinazioni i due ritornano al cinema per rilanciare il coniglio dentro lo schermo, ma il bambino viene inglobato nel cono di luce proveniente dallo schermo e inglobato dall’immagine.
Fatta esclusione di questi due passaggi però il film non presenta altri particolari guizzi o motivi di interesse e difatti annoia. Ormai sono anni che un horror in 3D è presente fuori concorso qua a Venezia, e di nessuno ho sentito parlare bene.

