Ma non doveva essere un film di vampiri? Tratto da un romanzo di Rachel Klein pubblicato nel 2002. Questa pellicola racconta la storia di un gruppo di una ragazza di sedici anni che in seguito al suicidio del padre viene mandata dalla madre in un collegio dove entra a far parte di un gruppo di ragazze che come lei hanno avuto dei problemi in famiglia. All’inizio del nuovo anno scolastico arriva però una nuova alunna (Ernessa), molto strana che si avvicinerà alla migliore amica della protagonista (Rebecca). La gelosia è fin da subito forte, ma pian piano l’amica inizia a stare male e Rebecca pensa che dipenda dalla sua nuova frequentazione. Che si tratti di un vampiro?
Queste sono le premesse di questo brutto adattamento sposta nella contemporaneità le vicende che nel libro sono ambientate negli anni sessanta (mantenendo però degli orribili camicioni da notte bianchi indossati da tutte le ragazze del collegio). Il film non ha le capacità di inserirsi nel filone vampristico, anche perché non ci sono veri vampiri (solo qualcosa di vagamente simile). Non è un horror perché la costruzione della suspance è forte come in uno dei piccoli brividi, e non è nemmeno un film di formazione perché queste ragazze di esperienze non ne fanno molte. Quello che certamente si può affermare sia questo film è che può essere letto come una metafora molto poco celata della psiche di un gruppo di adolescenti . E sinceramente viene un attimo da preoccuparsi dell’immagine che ne scaturisce: gelose, egoiste, ammaliatrici e con una per nulla vaga tendenza al lesbismo. Non sono le classiche ragazze meschine alla Gossip Girl, la vampira/spettro certamente però rappresenta quella parte di cattiveria che viene solitamente imputata a noi donne: per riuscire arrivare a qualcuno si è disposte a ferire chiunque gli stia attorno per renderlo vulnerabile. Quello per cui ci si dispiace francamente molto è che quella tensione sessuale che crea gelosie e attrazioni tra i personaggi femminili (per quanto apparentemente interessate al sesso opposto) non venga sfogata in nessun tipo di “dichiarazione d’amore”. Ma in tal caso forse ci saremmo lamentati della presenta gratuita di scene di sesso omosessuale, chissà!
Questo film non ha elementi che gli diano una reale via di scampo dalla stroncatura: la regia è praticamente inutile, potrebbe averlo girato tranquillamente chiunque, e non ce lo aspettavamo dalla regista di American Psyco (o forse si…). Le attrici (anche la Parnassus/vampiro girl/Lily Cole) non sono minimamente convincenti e tutta la trama è di una banalità mostruosa. Cioè in un film di vampiri durante la lezione di letteratura inglese il professore figaccione (?) gli spiega l’iconografia dei vampiri? Come se servisse un manuale di lettura per lo spettatore che fino ad ora tanto non ha mai visto un film horror. Francamente ridicolo.


5 Commenti
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