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Ok-uhi-ui Yeongwa

Sang-soo Hong
Corea del Sud, 2010

di Chiara Fiorentini

Film di chiusura della sezione Orizzonti. Quattro cortometraggi per un lungometraggio. Quattro piccole storie che raccontano un’unica storia, più o meno. È quasi come se Sangsoo realizzasse un film a episodi. I tre personaggi principali sono sempre gli stessi: c’è Oki, il giovane, e il più anziano professore di cinematografia. Nel primo episodio il giovane viene rappresentato da adulto, è anche lui un professore che insegna cinema e la sua studentessa più promettente è Oki. Nei tre episodi successivi invece vediamo la ragazza portare avanti rapporti e relazioni con i due uomini, o come lei li definisce nel quarto cortometraggio: l’uomo anziano e l’uomo giovane.

L’uomo giovane sogna di diventare regista, è il migliore del suo corso, molto promettente. È innamorato di Oki ma non è consapevole che lei ha una relazione con il loro professore. Anche Oki infatti è un’aspirante cineasta. Lui desidera nell’immediato di vincere un riconoscimento per il suo cortometraggio e a avere l’amore di Oki. Visto e considerato che il suo soprannome è “patetico” non riuscirà ad avere nell’uno nell’altro. Dovrà inconsapevolmente dividere la donna con l’uomo anziano e il premio andrà a uno meno bravo ma più commerciale di lui. Nel primo cortometraggio durante una proiezione dei suoi cortometraggi, durante la quale viene presentato come un autore, incalzato dalle domande di una ragazza più interessata alla sua vita privata (al gossip) che al suo cinema, lui ammette di non girare più niente da molto tempo, e di non essere quindi più un regista. Si è in qualche modo rassegnato all’insegnamento e all’alcolismo.

Il carattere di Oki appare centrale nel secondo, terzo e quarto cortometraggio. È suo il film che da il titolo al film e è lei la regista dell’ultimo cortometraggio, appunto: Oki’s movie (titolo internazionale della pellicola). Nel suo cortometraggio Oki racconta due esperienze vissute nello stesso luogo a un anno di distanza. Una volta, la prima, con l’uomo anziano, la seconda con l’uomo giovane. Racconta gesti, situazioni, sentimenti e sensazioni confrontandole e affiancandole. Così da riuscire ad osservare,in un quadro d’insieme, il suo rapporto con i due uomini.

Interessante è il fatto che di tutti i cortometraggi di cui si parla nel corso del film, in particolar modo riferendosi ai progetti dell’uomo giovane, non vediamo immagini se non dei titoli di coda sullo schermo di un computer, mentre viene lasciato ampio spazio al lavoro di Oki che fino ad allora aveva avuto un ruolo primariamente sentimentale. Lei è la migliore del suo corso nel primo cortometraggio, perde il suo ruolo da regista nei due centrali, per poi riacquistarlo nel quarto dove il suo punto di vista visivo e narrativo diviene centrale. Lei vive pienamente la sua vita e la riversa nel suo lavoro, lui non cerca di trasmettere nulla attraverso i suoi per lasciare libera interpretazione allo spettatore (parole sue), e solo l’opera della ragazza viene mostrata. Non sarà che Sang-soo Hong voglia fornirci una precisa lezione di regia?



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17 settembre 2010

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