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Bad liutenant: port of call New Orleans

di Werner Herzog
USA Germania 2009

di Enrico Vannucci

Chi si aspettava un remake o un seguito del film di Abel Ferrara rimarrà del tutto deluso. Il Bad Liutenant di Werner Herzog ne è distante anni luce. Questo film, ambientato nella New Orleans post uragano Katrina, forse anche per la presenza di Nicholas Cage nei panni del protagonista, pare riallacciarsi più a una pellicola di Martin Scorsese, in parte anche perché l’attore principale è sempre il cugino di Coppola, ovvero Al di là della vita, piuttosto che appunto al film al quale, teoricamente, sarebbe ispirato. Sebbene Herzog non arrivi mai agli eccessi che il regista newyorkese si è preso nella pellicola appena citata, il personaggio di Cage è anche qui in preda a visioni allucinate (e spassosissime) che lo perseguitano a causa di un consumo sfrenato di stupefacenti. Bad Liutenant racconta la vita oltre ogni schema o regola di comportamento del protagonista, senza mai, però, prendersi troppo sul serio. Il film risulta pieno di momenti alquanto divertenti – le già citate visioni – e di spassosi siparietti tra i personaggi – in particolar modo che vedono coinvolto quello di Cage, sempre perfetto ad interpretare questi ruoli al limite tra la normalità e la follia deviata. Quel che appare succedere al protagonista della vicenda – se non proprio un cattivo, di certo un anti-eroe – è quanto mai casuale. Il film, per certi versi, smonta del tutto l’assioma dell’eroe tipico americano. Per sua stessa ammissione “non gliene importa niente” di ciò che fa, sebbene in fin dei conti non appare essere proprio così visto il suo impegno a combattere il crimine nonostante tutto. Certo che non si può definire un santo: fuma, si droga, la sua fidanzata è una prostituta, gioca d’azzardo e utilizza il distintivo per molestare la gente e ricattarla per obbligarla a fare ciò che vuole. Eppure, nonostante tutto questo, egli continuamente appare non come l’uomo forte o in controllo della situazione ma come colui contro il quale, in preda del destino spesso avverso, gli si avventano addosso una sfortuna dopo l’altra. E forse, proprio grazie a questa sua non capacità di controllo effettiva su se stesso e la sua vita, è la caratteristica principale della sua “forza”. Senza la sua avventatezza – che tra l’altro lo ha condannato a una vita condita da dolori lancinanti alla schiena – il personaggio di Cage non riuscirebbe a sopravvivere in un mondo nel quale il destino pare avere la meglio. Se il destino è casuale, tanto vale comportarsi allo stesso modo, nel tentativo di fregarlo. L’eroe, o meglio, l’anti-eroe di Herzog non ha dunque bisogno di porsi lui stesso in una sfida con il fato che lo vedrebbe perdente. Il cattivo tenente non è un supereroe, non è animato da scopi puri o chissà da quale ideale, è una persona normale, con le sue paranoie quotidiane, che vuole essere lasciata in pace con le sue piccole gioie e le sue perversioni. Forse è anche l’unico modo per sopravvivere a un qualcosa che è più grande di noi come l’uragano Katrina durante il quale il film prende inizio. Questo modo di vita al di là della vita (normale, ovviamente, ma anche, appunto), questo essere alla deriva e questo comportamento avventato, in fin dei conti bastano e avanzano per sopravvivere alla meglio in una società come quella americana. Sopravvivere, però, non in modo triste e solitario ma ridendo e prendendosi gioco degli altri, vivendo dunque serenamente, felici delle azioni, anche irrazionali e brutali che si commettono. Tutto ciò che arriva in più, come le promozioni a gradi più alti, da tenente a luogotenente e da questi a capitano, è del tutto inaspettato, se per certi versi lo possiamo definire regalato, è certamente meritato ma nella maniera più assoluta agognato in precedenza, posto come un obiettivo da raggiungere. Nicholas Cage è perfetto per comunicare attraverso i suoi gesti e le sue espressioni tutto questo. Herzog confeziona un bel film, inaspettato, e che, vista anche la dovuta curiosità a riguardo dopo le polemiche a distanza con Ferrara, forse più pretestuose che altro, ha favorevolmente impressionato la platea dei giornalisti accorsi in massa a vedere la proiezione. Degna di nota è, ovviamente, anche la bella Eva Mendez, perfetta per la parte della prostituta-fidanzata del tenente.



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4 settembre 2009

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