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Life during Wartime

di Todd Solondz
USA 2009

di Enrico Vannucci

Le grandi aspettative nutrite nei confronti del film di Todd Solondz non sono andate per niente deluse. Il regista americano si rivela ancora una volta uno di enorme valore. Solondz rimane sempre fedele alla sua tipica cinematografia più legata al cinema indipendente americano che non a quello mainstream. Questo Life during Wartime, La vita al tempo di guerra, è una ripresa, circa dieci anni dopo, di Happiness, sebbene non si tratti di un vero e proprio sequel visto che per lo spettatore non è necessario aver visto il film fratello e, soprattutto, in questo lasso di tempo i personaggi, pur rimanendo sempre gli stessi, hanno cambiato chi faccia che li rappresenta, chi età troppo rapidamente. Il regista continua la sua critica, aspra e irriducibile, della società a stelle e strisce, iniziata fin dal suo primo film, Fuga dalla scuola media, riflettendo questa volta, sulle tematiche del perdono e della dimenticanza. Temi importanti dopo l’undici settembre e, soprattutto, durante gli otto anni della Presidenza Bush Jr. tempo in cui la vicenda è ambientata. Si possono perdonare e dimenticare i torti subiti? Oppure si può riuscire a fare soltanto una delle due cose? O nessuna? I personaggi e le loro strambe vite, agiscono proprio in base a questo principio: può un figlio perdonare e dimenticare il proprio padre pedofilo e stupratore? E una sorella la propria famiglia? Solondz, al suo solito, si muove su più registri: parla di argomenti serissimi attraverso battute e situazioni che fanno scappare il sorriso e qualche divertita risata. Questa è opera di qualcuno che conosce benissimo dove voglia portare i suo spettatori. L’abilità di riuscire a trattare tematiche serissime non direttamente ma di striscio, continuamente accennandoci ma solo indirettamente, è prerogativa, unica e rara, dei migliori racconta storie. Il regista di Life during Wartime lo è di certo, ma non lo si scopre ovviamente da questa pellicola. Questa è solo una conferma di tutte le certezze che si avevano su di lui e che ora risultano maggiormente rinforzate. Fino ad ora, il miglior film apparso in concorso quest’anno. Ma siamo solo all’inizio. Però è sicuramente un titolo da tenere d’occhio per la vittoria del Leone d’oro.

Unica pecca negativa, la proiezione è stata funestata da un ritardo di mezz’ora e da una cattiva qualità della copia digitale che la compagnia di produzione ha recapitato alla mostra per la visione di stamattina alle undici. Peccato. Unica pecca negativa, la proiezione è stata funestata da un ritardo di mezz’ora e da una cattiva qualità della copia digitale che la compagnia di produzione ha recapitato alla mostra per la visione di stamattina alle undici. Peccato.



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3 settembre 2009

2 Commenti

  1. wayne ha scritto il 4 settembre 2009 | Permalink

    ottimo.
    Questo è già più probabile passi in Italia?
    (se vince un premio anche minore, di sicuro…)

  2. Enrico Vannucci ha scritto il 4 settembre 2009 | Permalink

    Solondz di solito in Italia è sempre stato distribuito quindi immagino che o Lucky Red o BIM si sia comprato i diritti.

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