| BiFolk, tarantiniani o Appunti di viaggio postmoderni |
| Scritto da Enrico Vannucci | |
| giovedì 29 aprile 2010 | |
![]() Gio' Stefani (Martignoni photo) Proprio il gruppo agli albori capitanato da Cisco sembrerebbe il punto di maggior riferimento per il duo. Eppure, a ben sentire, tra la band di Modena e i ragazzi originari di Sassuolo le differenze sussistono eccome. Probabilmente la comune passione per il folk, specialmente quello di stampo irlandese, porta coloro dotati di un orecchio poco attento a considerare entrambi assai simili ma i fratelli Stefani, oltre ad avere l'incredibile merito di riuscire a replicare quasi interamente una band polistrumentale con il solo ausilio del violino e la chitarra acustica, paiono interessarsi a un panorama più ampio rispetto a MCR, un orizzonte nel quale spaziare con il loro sguardo. Infatti, se troviamo le medesime ballate gaeliche, allo stesso tempo, il repertorio bifolkiano nasconde pezzi insoliti, che sono poi quelli che più degli altri li caratterizzano maggiormente: musiche estratte dalle colonne sonore dei più famosi film e, in maniera particolare, dai videogiochi e dai cartoni animati. I BiFolk si svelano dunque come un vero e proprio gruppo Postmoderno, secondo la definizione più Jamensoniana del termine. Ciò è dimostrabile anche dal modo in cui compongono le canzoni che suonano. La loro è l'arte del pastiche, del ritaglio e del rimodellamento secondo il proprio stile personale. Volendo utilizzare una qualifica cinematografica che può, forse, essere compresa da molti, se volessi definirli utilizzerei la parola "tarantiniani". Giovanni e Lucio, alla pari del regista di Pulp Fiction, hanno assorbito tutti gli stimoli che il mondo (della musica - ma non solo quello) ha lanciato loro e continua a farlo, reinterpretandoli secondo il gusto, assai giocoso, di cui sono dotati. Buona parte delle canzoni, escluse alcune cover – come la bellissima Spunta la luna dal monte del compianto concittadino Pierangelo Bertoli – o i pezzi unici folk irlandesi, hanno un titolo proprio e singolare nonostante, in realtà, non siano altro che un insieme eterogeneo di altri pezzi, anche molto diversi tra loro in origine, che i due fratelli hanno saputo sapientemente unire assieme per mezzo di arrangiamenti davvero complessi nella realizzazione ma, al contempo, davvero facili da ascoltare e coinvolgenti per lo spettatore. ![]() Lucio e Giovanni Stefani (Martignoni photo) Una delle note (non musicali!) più piacevoli della serata è stata senza dubbio la presenza di un numeroso pubblico, per lo più composto da giovani e giovanissimi, accorso al concerto organizzato dall'Associazione Domino Eventi per appoggiare una raccolta fondi a favore di ANFFAS - Sezione di Sassuolo. Una serata che ha visto coniugati assieme due mondi, quello della Cultura e quello del Sociale, che nonostante per molti continuino a essere assai distinti tra loro, se uniti assieme - postmodernamente ovviamente! - riescono sempre a far germogliare frutti meravigliosi per tutti coloro che ne sono coinvolti. (www.martignoniphoto.com) ![]() Il violino di Lucio Stefani (Martignoni photo) |