| Con le macerie di Piazzale Roverella, eretta la vergogna di Piastrelle |
| Scritto da Marco Mazzacani | |||||||
| lunedì 20 marzo 2006 | |||||||
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Io credo nella buona fede dei nostri amministratori. Ma credo anche che in un momento di riscoperta e di valorizzazione del tessuto urbano (vedi l’abbattimento del palazzo in piazzale Roverella) si debbano porre vincoli per la realizzazione di un’architettura capace di esprimere pienamente una sensibilità moderna, capace di segnare il nostro presente. E se il paragone può sembrare ardito mi interrogo sulla distanza di giudizio assunto nelle due città, perché se a Modena fece clamore il rifiuto di un’opera di sicuro richiamo internazionale come quella di Gehry, a Sassuolo ci si permette di erigere nella piazza principale una costruzione dalla indecifrabile identità, non un’aiuola, non una panchina, certamente non un arredo urbano, ma un pugno nell’occhio per chiunque si aspetti dai nostri amministratori interventi, se non di richiamo artistico, almeno rispettoso di un senso estetico collettivo. Si continui dunque nella direzione intrapresa, con un passo indietro, con un gesto di coraggio, e si elimini quella vergogna da Piazza Grande. Amichevolmente.
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