| Le scelte che ti segnano |
| Scritto da Monch | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| sabato 21 giugno 2008 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Sono quelle scelte difficili, che ti segnano. Quelle a cui i genitori ti preparano fin da piccolo. Tira De Rossi, Henry devia e la palla entra in rete. Mollo un attimo la bibita che tengo in mano e urlo a squarciagola: “Gooooooool!”. E poi scelgo: non ho dubbi, tra uno zombie (chissà quante malattie ha) e uno con due cetrioli sugli occhi (come ha fatto a vedere il gol?), scelgo l’istrice che ho di fronte. L'abbraccio. Forte. Più forte della cannonata di De Rossi.
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