Dacia Maraini, una "semplice" intellettuale
Scritto da Laura Corallo   
martedì 08 maggio 2007

Quattro chiacchiere con Dacia Maraini, una delle scrittrici italiane più note ed apprezzate. Una vita intensa alle spalle, un approccio alla vita ancora genuino

 

Dacia Maraini a Fiorano
La scrittrice Dacia Maraini sul palco del Teatro Astoria di Fiorano (foto Corrado Corradi)
 

Ha una vita intensa alle spalle ma esprime la semplicità di una intellettuale senza artifici. Dacia Maraini, figlia dell’antropologo Fosco Maraini e compagna per molti anni di Alberto Moravia, è fra le più conosciute scrittrici al mondo e da sempre impegnata sul piano politico e sociale. Ha circa settant’anni ma esprime la freschezza di una ragazzina. Nata a Fiesole nel 1936 la Maraini ha respirato e vissuto intensamente un’epoca di grandi fermenti intellettuali e a contatto con scrittori, tra i quali Pier Paolo Pasolini, che hanno contribuito a delineare la letteratura italiana del dopoguerra. L’autrice ha pubblicato tantissimi libri tra i quali Isolina, Bagheria, Una nave per Kobe, La lunga vita di Marianna Ucria, Voci, Buio e pezzi teatrali di cui ricordiamo Maria Stuarda, Dialogo di una prostituta con un suo cliente, Camille.

E’ stata ospite al Teatro Astoria nell’ambito della rassegna “Fiorano incontra gli autori”  a presentare il suo ultimo libro I giorni di Antigone - Quaderno di 5 anni, una raccolta articoli-saggi, rivisti, ampliati e aggiornati, pubblicati dal 1996 al 2006 su quotidiani e riviste, che segnano il nostro tempo. E proprio in quella occasione ha rilasciato un’intervista al Sassolino.
Signora Maraini, partiamo dal titolo del suo ultimo libro, I giorni di Antigone. Cosa rappresenta per lei questo personaggio della tragedia greca?
Antigone (figlia di Edipo e Giocasta) rappresenta la disobbedienza, ma che alle intolleranze rispose con un atto d’amore. Senza usare violenza. Per me è un grande esempio. 
Lei è sempre stata impegnata sul fronte politico e sociale, occupandosi di diritti civili e dei diritti delle donne. Come si è evoluto il rapporto tra uomo e donna?  
Penso che mentre sul piano dei diritti civili molte cose sono cambiate decisamente per il meglio, sul piano dei costumi e della mentalità siamo molto indietro.
In effetti dati recenti danno un quadro drammatico della situazione delle donne nel mondo: stupri e violenze in numerosi paesi del mondo e spesso impunite a causa delle leggi locali. Cosa ne pensa? 
Credo che sia una questione di cultura. Bisognerebbe insegnare ai bambini, fin da piccoli, a rispettare l’altro, il diverso, cominciando dalla persona del sesso opposto. Naturalmente anche le leggi dovrebbero essere più severe. Ma c’è molta strada da fare. In molti paesi, fuori dall’Europa, le leggi sono assolutamente tolleranti verso chi infierisce sul corpo delle donne.
Come è stato il rapporto di Dacia Maraini con suo padre Fosco, noto antropologo che amava tanto le montagne e, tra l’altro, presente anche nei suoi romanzi?
Ho trascorso una infanzia molto diversa dai bambini della mia età. Il rapporto con mio padre è stato caratterizzato da una certa complessità. Più che padre e figlia eravamo compagni di avventure sportive. Tutto ciò ha contribuito a fortificarmi e ad amare la natura. 
Aveva pochi mesi quando partì con la sua famiglia per il Giappone. Da allora ha continuato sempre a girare il mondo anche assieme al suo compagno, lo scrittore Alberto Moravia. Cosa rappresenta per lei il  viaggio?
Viaggiare permette l’introspezione e guardare se stessi e i propri problemi con distacco e coscienza dei problemi altrui. Inoltre viaggiando si conquistano degli spazi che sono anche mentali e psicologici. Spazi spesso essenziali per la necessaria complessità  mentale.

 



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