LA DONNA DELLA MIA VITA, di Luca Lucini
Scritto da Chiara Fiorentini   
sabato 27 novembre 2010
 LA DONNA DELLA MIA VITA, di Luca LuciniLa donna della mia vita, di Luca Lucini

ITA 2010

Con Luca Argentero, Valentina Lodovini, Alessandro Gassman, Stefania Sandrelli

 

Voto:

5

Sceneggiatura di: Giulia Calenda, Teresa Ciabatti

SINOSSI: Due fratelli di padre diverso innamorati della stessa donna. Molto diversi tra loro, uno più sicuro di sé, più mascalzone, sempre pronto a tradire la moglie, e l’altro più fragile (arriva a suicidarsi per amore) sensibile al pianto delle donne. Ma soprattutto una madre opprimente, invadente e onnipresente.

La conferenza stampa del film
La conferenza stampa del film
Luca Lucini è arrivato al suo sesto lungometraggio, per chi non lo sapesse è sua la regia del film culto adolescenziale Tre metri sopra il cielo. Il suo cinema e le sue storie si sono evolute da quel lontano 2004, ha tracciato traiettorie diverse - più adulte - e negli ultimi anni si è buttato sulle commedie. Durante la conferenza stampa sono stati tirate fuori definizioni come: commedia americana, commedia all’italiana, commedia di situazione e pochade. Un po’ troppe parole e un po’ vuote se non contestualizzate. Per iniziare cancellerei commedia all’italiana, perché questo film non ha nulla a che vedere con il genere. Il film può ricordare vagamente qualche commedia americana contemporanea, ma direi che più vicine alla realtà sono le ultime due definizioni date. Questo perché è molto forte l’impianto teatrale di questo film. La pellicola è infatti quasi totalmente ambientata in interni. Gli stessi attori hanno affermato di aver lavorato come se si trovassero a teatro in quanto hanno girato tutte assieme le scene nella casa di famiglia, seguendo la narrazione e non saltando avanti e indietro tra le pagine della sceneggiatura. Pochade quindi è la parola più vicina a questa pellicola: vicende e intrighi amorosi conditi con qualche colpo di scena.
 
Il problema del film è che per quanto ci vorrebbero essere delle sorprese e per quanto tenti di fondarsi (come sempre nelle commedie) sul non detto e sulla piccola bugia, il gioco non regge e è tutto troppo facile da intuire ben prima che il tranello venga alla luce. Le situazioni che si innescano nel corso di novanta minuti possono pure far sorridere di tanto in tanto ma non riescono a coinvolgere, a causa pure di interpretazioni non propriamente convincenti. La Sandrelli come madre e narratore è eccessiva, con un tono della voce che si avvicina alla cantilena, Argentero e Gassman fanno il loro lavoro ma non entusiasmano, Valentina Lodovini appare schiacciata tra i due, piange molto ma non riesce a tenere un tono di voce stabile durante il film (cade nei momenti di quotidianità, quando non è arrabbiata o isterica). Molto più interessanti sono i personaggi di contorno. La relazione extraconiugale tra il secondo marito della Sandrelli e l’amministratrice della sua azienda è veramente carina. Non ci si allontana comunque dal macchiettistico ma trovandoci ai margini della trama e quindi non avendo molto tempo da dedicare a questa vicenda, il tutto riesce a essere delicato e divertente.
 
Delicato è un aggettivo che è stato tirato più volte fuori durante la conferenza stampa. Una commedia delicata, garbata, non volgare. Sicuramente questo elemento è innegabile, tuttavia direi che nel suo essere delicato e gentile con tutti i personaggi non prende nessun tipo di posizione. Come ha dichiarato Lucini, non era sua intenzione dare un giudizio su questi personaggi alto borghesi e sulle loro vite. Per quanto sia apprezzabile da un certo punto di vista la cosa, ci sono elementi nella pellicola che richiederebbero una presa di posizione, uno sguardo forte e non neutro nella vicenda. Gassman tradisce la moglie più volte: come la pensi caro regista? Va bene o no? La Sandrelli controlla le vite dei figli in modo opprimente, impedisce al marito di parlare, il quale – per riuscire a riprendere un po’ di potere – la tradisce con una donna più debole e indifesa: qual è la tua opinione su tutto questo? Non è un po’ troppo facile dire “non voglio giudicare, non voglio prendere una posizione”. Personalmente non ritengo poi nemmeno troppo che questo sia vero, anzi il film racconta le vicende in un modo preciso: e la voce narrante per quanto sia femminile appare, a mio avviso, comandata da uno sguardo maschile. Questo appare chiaramente in un gioco di sguardi all’interno della palestra, quando lei e lui (Argentero) si guardano: lei è in basso e lui diversi metri sopra di lei. Insomma, non voglio fare la femminista (non lo sono), ma è evidente che una posizione Lucini la prende, anche se vuol fare finta che non sia così.



Commenti
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gran donna   |2010-11-27 14:59:02
La Lodovini è bellissima.
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