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L'UOMO FIAMMIFERO di Marco Chiarini Stampa E-mail
Scritto da Chiara Fiorentini   
martedì 13 aprile 2010
 L'UOMO FIAMMIFERO, di Marco ChiariniL'Uomo Fiammifero, di Marco Chiarini

ITA 2009

Con Francesco Pannofino, Marco Leonzi, Greta Castagna, Tania Innamorati

 

Voto:

8

SINOSSI: Simone è un bambino di undici anni che ha il sogno di incontrare l’Uomo Fiammifero che scese dalla luna molto tempo addietro per accendere le stelle. Nell’Abruzzo degli anni 80, in una calda estate, assieme alla sua amica Lorenza cercherà di raccogliere le sue tracce e incontrarlo. Osteggiato da Rubino (cugino di Lorenza e figlio del “signorotto” della zona) e dal suo malefico gallo da combattimento non perderà mai di vista il suo obiettivo: scattare una foto per rinsaldare il rapporto con il padre che non crede più nelle favole.

Qualche giorno fa mi è capitato di vedere al cinema un film che ancora non è uscito nelle sale. Era una proiezione all’interno di una rassegna di cinema per bambini che si tiene tutti i fine settimana presso il Cinema Lumiere di Bologna. Non so bene cosa mi abbia spinto ad andare a vedere una pellicola di cui non sapevo nulla tranne che era un prodotto pensato per i più piccoli, ma devo dire che è stata una mossa ben azzeccata. Raramente capita di infatti vedere un film come questo.
La storia dell’Uomo Fiammifero è la storia di Simone, un bambino di undici anni che sogna di incontrarlo per potergli scattare una foto da far vedere a suo padre (interpretato da Francesco Pannofino). Lo vuole fare perché, nel momento in cui il padre vedrà che l’Uomo Fiammifero esiste, i due potranno ritrovare un rapporto che si era rotto con la morte della madre di Simone. Il film si muove sospeso tra la fantasia e la realtà, tra personaggi immaginari e immaginifici, tra galli perfidi e maialini volanti. Tra i personaggi più surreali posso rievocare quello di Zio Disco che da quando gli hanno tolto le tonsille ha perso la voce e riesce a parlare solo attraverso il giradischi e quello di Mani Grandi che con le sue mani ricoperte di metallo liquido dei termometri riesce a farti rivivere un ricordo. Simone ha poi degli amici immaginari: Dina Lampa, capace di rendersi invisibile, Armando Armadio, un gigante nano, Giulio Buio, che si nasconde sempre nel buio e non mostra mai la sua faccia, e Ocram, il bambino adulto (ha 87 anni e vive la vita al contrario come Benjamin Button) che parla alla rovescia (Ocram è infatti Marco scritto al contrario). Unica amica vera di Simone è Lorenza (una bella bambina di cui Simone si innamorerà) che lo aiuterà a cercare l’Uomo Fiammifero.
Questa pellicola è sicuramente una pellicola per i più piccoli ma ricorda ai grandi l’importanza di continuare a sognare, di non smettere di credere nelle favole: insomma di continuare a battere le mani per far vivere una fata (esemplificativa di ciò è la sequenza finale). Il regista (presente alla proiezione a cui ho assistito) affermava che una storia come questa non si sarebbe potuta ambientare ai giorni nostri, per questo si svolge negli anni ottanta. Ora i bambini non passano più i pomeriggi a giocare e girare nei campi. Ora i bambini stanno davanti ai videogiochi e non hanno più la capacità di credere e inventare favole come invece accadeva non più di due decenni fa. Quindi, forse, questa pellicola non insegna solo ai grandi a ricordare come si fa a battere le mani ma lo fa pure con i più piccoli, bloccati dentro i limiti immaginativi di un videogioco.
Che questo film sia un piccolo gioiello è innegabile, ha avuto infatti numerosi riconoscimenti (il più recente è il primo premio al Festival del Cairo) e attualmente il suo regista, Marco Chiarini, è in cinquina per il premio Miglior Regista Esordiente ai David di Donatello. Non so dire quando questa pellicola uscirà in sala, il regista comunicava che forse riuscirà  a trovare una distribuzione in autunno. Per il momento comunque potete visitare il bel sito del film www.uomofiammifero.it , dove si può vedere il trailer e scoprire meglio storia, personaggi e particolari vicende produttive. Se mai arriverà nelle sale ve ne consiglio la visione (vista l’affiliazione tra Cinema Lumiere di Bologna e Cinema Truffaut di Modena forse sarà possibile recuperarlo presso la sala modenese).




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