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Le “vie diverse” dall’alcol Stampa E-mail
Scritto da Francesco Martignoni   
mercoledì 23 luglio 2008

Riconosciute a livello internazionale le ricerche di uno psicologo sassolese

ImageSi è conclusa la ricerca sul consumo di alcol condotta dallo psicologo sassolese Gabriele Caselli. I risultati di questo studio, supervisionato dalla dottoressa Sassaroli, spingono verso una nuova linea per affrontare questo problema, sempre più diffuso. “L’alcool ti fa stare più nella serata e meno in te stesso, ti aiuta a vivere il momento e la socialità e ad allontanare l’attenzione dai pensieri negativi - spiega il dottor Caselli - e quando viene concepito in questi termini, il consumo deve essere considerato patologico”.

Alla lunga, infatti, la persona che abusa di alcolici non è più in grado di creare strategie per distaccarsi dal propro rimuginio, se non quella di bere ancora. La recentissima ricerca, condotta anche col supporto di Pierluigi Forghieri e Chiara Bortolai dell’ospedale di Villa Rosa e di Claudio Ferretti del Centro Alcologico di Modena, propone alcune innovazioni per migliorare le tecniche di prevenzione all’alcolismo.
La direzione mantenuta fino ad ora è stata quella di spiegare ai giovani gli effetti negativi (ma anche “sballanti”) che gli alcolici provocano al corpo e alla mente. Secondo Caselli non è sufficiente poiché “dovremmo poter spiegare ai ragazzi cosa s’intende per rimuginio e pensieri negativi, perché sono questi gli elementi che stanno alla base della necessità di abusare dell’alcol”. La proposta di prevenzione è quindi quella di spiegare che esistono strategie diverse dall’alcol per sbrogliare i nodi psicologici che ogni persona deve affrontare quotidianamente. “Se fosse possibile dare ad ognuno gli strumenti per capirsi e ordinare i propri pensieri - conclude Caselli - la prevenzione all’uso patologico di alcol farebbe enormi passi avanti”. I dati della ricerca condotta dal team modenese, già presentata in congressi internazionali di psicoterapia a Roma e a Helsinki, sarà presto pubblicata anche sulla rivista scientifica Addiction research and theory.

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