Film di chiusura questa biopic su Coco Chanel e Igor Stravinsky tratta dal romanzo di Chris Greenhalgh che si focalizza sulla relazione amorosa tra la famosa stilista francese e il noto compositore russo. Solitamente le pellicole che concludono questo tipo di kermesse sono, per una ragione o per l’altra, abbastanza noiose. Questa volta, invece, l’opera per la regia di Jan Kounen non appare così negativa, sebbene alla stampa non sia piaciuta per niente. Tutta la vicenda è incentrata sulla storia d’amore tra i due, un rapporto clandestino perché l’uomo è sposato e padre di cinque figli. Una relazione che però si svolge sotto gli occhi della moglie visto che la famiglia Stravinsky è ospite della casa della stilista. L’aspetto che chi scrive ha trovato maggiormente interessante nel film è sicuramente la caratterizzazione dei due protagonisti principali, infatti i due subiscono un interscambio dei ruoli che solitamente vengono deputati all’uomo e alla donna. E’ Coco il personaggio forte mentre è Stravinsky a risultare quello debole, così come appare un leader, nonostante la salute cagionevole, anche la moglie del musicista. Assistiamo dunque a uno stravolgimento delle regole che corrisponde allo stravolgimento che la musica del compositore russo ha portato all’interno della Classica. Ciò è magistralmente mostrato dalla sequenza iniziale del film nel quale assistiamo a una delle prime rappresentazioni parigine di una delle opere del musicista. Kounen, almeno in questa sequenza, dimostra una grandissima abilità registica, riuscendo a gestire per un quarto d’ora, una scena che sullo schermo appare veramente “operistica”. In effetti i primi quindici minuti valgono tutto il film. La restante ora e quarantacinque non è il classico melodramma su un rapporto clandestino che si vorrebbe funzionasse ma che non potrà mai funzionare ma una sua variazione sul tema e, per questo, appaga abbastanza. Certamente non ci troviamo di fronte a un capolavoro o a una pellicola che rimarrà a lungo nella memoria ma, comunque, pone una degna fine a un’ottimo Festival di Cannes.
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