Navidad è un bel film cileno. Riuscissimo anche noi a realizzare prodotti del genere. Tre attori, una casa e poco altro. E’ la storia di una coppia di diciottenni, una lui e una lei, che hanno una specie di relazione. Lui scopre che lei ha fatto sesso con un’amica che era venuta a trovarla a Santiago e, indispettito, fa per andarsene quando, in giardino, scopre il corpo svenuto di una ragazzina quindicenne. I due la soccorrono e la portano nell’abitazione. L’adolescente spiega che stava ammazzando il tempo in attesa d’incontrare il padre il quale non ha mai visto dopo fin da quando era stato costretto ad abbandonarla da neonata. Siamo alla vigilia di Natale e i tre la passano assieme. Nei piani dei due ragazzi doveva essere una serata per due, alla ricerca dei quarantacinque giri del padre appena defunto della diciottenne; si trasforma invece in una notte nella quale i tre rendono espliciti i loro rispettivi problemi che nutrono ognuno con la propria figura paterna, nonché nella quale mettono in campo la loro concezione della vita e della sua componente amorosa. Quel genitore, ovviamente, non si presenterà mai a vedere la figlia e i tre finiranno per affezionarsi l’uno verso l’altra tanto da rimanere coinvolti in un rapporto sessuale che li vede coinvolti tutti quanti assieme. Alla mattina, una nuova coppia si è formata, mentre la ragazza più grande parte alla volta dell’Argentina, diretta verso colei che, ha scoperto, ama veramente. Lelio ci racconta una storia di passaggio, dall’età dell’adolescenza a quella adulta. La notte di Natale nascono tre nuove persone che hanno il coraggio di accettare, finalmente, ciò che sono in realtà – una lesbica, un ragazzo bisognoso d’indipendenza e una ragazza in cerca di una figura maschile della quale prova una forte mancanza – lasciandosi alle spalle tutte le bugie che si sono detti e tutte quelle che hanno loro raccontato. Nonostante alla fine del film i personaggi parrebbero imboccare ognuno il proprio cammino, realizzando, così, i loro sogni – si veda il pupazzo gonfiato dall’aria della metropolitana – in realtà l’ultima inquadratura è un’immersione repentina dentro l’oscurità di una galleria. Nonostante tutto, forse, il futuro non sarà così luminoso, il taglio con il proprio passato pare, infatti, lasciare loro solo con un destino imprescutabile davanti agli occhi. Grande film, peccato che quasi sicuramente non lo vedremo nei nostri cinema.
Tag:Lelio, Navidad

