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Le père de mes enfants

di Mia Hansen-Love
Francia 2009

di Enrico Vannucci

Le père de mes enfants è un film che personalmente mi ha fatto tornare alla mente La stanza del figlio di Nanni Moretti ma in questa pellicola non è un ragazzo a venire a mancare ma il padre di quella che appare essere una famiglia felice. Ma poiché a chi scrive l’opera del regista italiano, vincitrice del Festival di Cannes, non è piaciuta per niente, anche questa a firma della Hansen-Love lo ha lasciato abbastanza freddo. Freddo perché sono convinto che a Le père de mes enfants manchi un centro. In effetti a metà del film, il protagonista che fino a quel momento avevamo seguito, si suicida a causa dei debiti che lo costringeranno a dichiarare la bancarotta della propria società. Se fino a qui avevamo assisitito a un padre che cercava di non far pesare sulla propria famiglia il suo insuccesso lavorativo, ora, invece, dopo la sua morte assumiamo il punto di vista della moglie e della figlia maggiore che cercano, la prima di salvare, inutilmente, la società cinematografica fondata dal marito e la seconda di scoprire se il padre avesse effettivamente un figlio con un altra donna del quale non aveva mai parlato. Se la prima parte del film, che rappresenta questa figura di padre amorevole e molto presente ma, al contempo distratto dalle preoccupazioni sul lavoro, si salva, la seconda, ovvero il modo in cui queste due donne cercano di sopravvivere alla sciagura, stanca. Non fin tanto da provocare degli sbadigli, perché il film, comunque, si lascia vedere, ma non risulta interessante come la metà precedente, sebbene risulti sia ben girato sia ben interpretato. La regista nonostante la sua giovanissima età – è del 1981 – è già al suo secondo lungometraggio e, inotre, per un biennio è stata critica cinematografica presso la prestigiosa rivista dei Cahiers du Cinema. Dovendo quindi presumere di non trovarsi di fronte a una novizia della settima arte, si deve riscontrare come questo film, secondo il parere di chi scrive, non risulti del tutto riuscito. Conviene ripetere, comunque, che se un lettore ha amato la Stanza del figlio, allora, probabilmente, gli piacerà anche questo Le père de mes enfants.



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18 maggio 2009

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