The kids are all right

di Lisa Cholodenko
USA 2010

di Enrico Vannucci

Pellicola intelligente The kids are all right di Lisa Cholodenko, presentata fuori dalla Competizione ufficiale dopo essere stata premiata al Sundance Film Festival lo scorso gennaio, che vede protagoniste Annette Bening e Julienne Moore nel ruolo di Nic e Jules una coppia pluriventennale di lesbiche con figli in provetta. La maggiore dei due, Joni, appena diciottenne, per accontentare una richiesta di Laser, il fratello quindicenne, risale, per mezzo della clinica per l’inseminazione artificiale, al donatore scelto dalle madri per rimanere incinte. La conoscenza di Paul, Marc Ruffalo, porterà ovviamente il caos nell’ordine perfetto di questa famiglia “anormale”, come ancora in molti la giudicherebbero. Il merito della Cholodenko sta tutto nell’aver realizzato una pellicola nella quale, invece, il main focus è posto sui sentimenti che vengono messi in discussione in ogni relazione la cui natura ha a che fare principalmente con l’amore verso qualcun altro. Ciò che invece si può biasimare alla regista è il suo giudizio morale a senso unico, che pare voglia condannare l’unico uomo di una vicenda, quasi interamente al femminile, per colpe ben maggiori di quelle che, in effetti, detiene. Il suo unico errore è quello di sentirsi attratto e di innamorarsi di Jules, con la quale finisce per diverse volte a letto assieme. Se per la donna è solo sesso, giustificato con la mancanza d’attenzione che lamenta da parte della compagna, troppo preoccupata a tenere alta l’immagine di famiglia perfetta – proprio perché famiglia omosessuale, come le rimprovera la figlia – per lui l’attrazione fisica si trasforma, a quarant’anni, in desiderio di paternità, per certi aspetti, ritrovata visto che i figli – se così si possono chiamare – ormai non sono più dei bambini. Questo è un altro punto di dibattito che il film vuole porre all’attenzione del pubblico: cosa si può definire come famiglia? Dei rapporti tra individui basati esclusivamente sui sentimenti oppure una relazione che fondata solo e unicamente sulla genetica, secondo una via “naturale”? Ovviamente la regista parteggia per la prima ipotesi, forse, anche esagerando un minimo più del dovuto. Il “perdono del coniuge”, se vogliamo così definirlo, ci sta tutto ed è assai comune e normale come reazione per salvaguardare ciò che più si ama ma collegarlo così strettamente a questa volontà di sottolineare come una famiglia sia basata sui sentimenti per mezzo dell’astio verso Paul solo perché questi si è lasciato prendere troppo dai suoi verso Jules risulta, in effetti, un giudizio troppo negativo dell’uomo e uno troppo positivo di entrambe le donne, alle quali, a differenza di lui, sembra sia permesso di sbagliare e di venire perdonate, in primis dalla loro autrice.

The kids are all right ha un tono divertente, nonostante in alcune situazioni si faccia ovviamente più serio, e dei momenti veramente spassosi, come in una scena di sesso tra le due donne dipinta in maniera molto spassosa o nella chiacchierata a tre sulla presunta, ma non vera, omosessualità del figlio che le due mamme cercano d’indagare in un modo del tutto imbarazzante. La pellicola, la cui visione è altamente consigliata, verrà distribuita in Italia da Lucky Red nei prossimi mesi.



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17 febbraio 2010

Un Commento

  1. Pete Townshend ha scritto il 18 febbraio 2010 | Permalink

    Yes, I know

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