La bocca del lupo di Pietro Marcello è un documentario – al cui interno, però, sono contenuti alcuni brevissimi spezzoni di fiction – principalmente concentrato sulla relazione tra Enzo, un ex-galeotto, e Mary, una transessuale sua compagna, che è nata dietro le sbarre e continua da vent’anni. Nella pellicola, ambientata a Genova, sono inserite, inoltre, anche vecchie immagini di repertorio che mostrano la città, girate da cineamatori locali e ritrovate dopo molti anni passati nelle cantine. Ciò che questo film – voluto dalla comunità dei Gesuiti che si occupa delle persone che vivono in condizione di assoluta povertà nei quartieri difficili di Genova e prodotto dalla Indigo, casa dietro alla realizzazione delle opere di Paolo Sorrentino – ha la pretesa di raccontare – una piccola storia e, al contempo, una città intera, attraverso le molte immagini di repertorio – è anche il suo più grande difetto. In effetti le due parti si associano male assieme, risultando perennemente scollegate, come due binari paralleli che mai si congiungono. Ciò che più appassiona è senza dubbio la storia personale dei due protagonisti rispetto alle, seppur belle e interessanti, immagini di Genova che, anche grazie a un montaggio assai ritmico, ricordano qualche espressione del cinema sovietico, in particolare Vertov. Lo spettatore ha come la sensazione che la giunzione tra le due parti sia stata necessaria solo ed esclusivamente per far arrivare il film al minutaggio necessario per essere considerato un lungometraggio e che, quindi, la scelta sia stata di tipo più produttivo che non artistico. Nonostante ciò la metà più interessante trasuda un’umanità davvero sconvolgente nella quale Enzo e Mary mostrano tutto loro stessi, senza alcun tipo di finzione, davanti alla telecamera e, anche, data dalle registrazioni originali delle conversazioni che i due si spedivano su un nastro trafugato all’interno del carcere, quando Enzo stava ancora scontando la propria pena mentre Mary era già stata liberata, solo per ascoltare la propria voce il più spesso possibile.
Per chi fosse interessato è altamente probabile che il film, qui inserito nella categoria Forum, sia più facilmente reperibile nei circuiti off – come quello dell’Arci – che non nei veri e propri cinema commerciali, sennò potrebbe essere necessario aspettare la sua, prossima, e certa, uscita su supporto ottico.
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