Please give è carino. E appunto perché carino si merita di essere stato selezionato fuori concorso. Questo racconto umoristico sull’importanza del dare (e del ricevere) nei rapporti umani è un film indipendente a firma della regista Nicole Holofcener. La storia si focalizza sulle vite di otto personaggi e dei rapporti che si intrecciano tra loro. C’è la coppia di moglie e marito, rivenditori di oggettistica vintage e di neo antiquariato. Lei si sente in colpa con se stessa perché ritiene di avere troppo dalla vita e di guadagnare un sacco di soldi con ciò che compra per pochi dollari dalle case ormai abbandonate dagli anziani morti e cerca di porre un freno al suo smisurato senso di colpa donando soldi a tutti i poveri che incontra lungo le strade di New York e cercando disperatamente un’associazione di volontariato con la quale lavarsi la coscienza. Lui, che non ha nessuno di questi problemi, finisce a letto con la nipote più grande – una vera e propria “stronza”, tutta immagine ed estetica, una bella donna perennemente abbronzata che di mestiere fa l’estetista, e poco cuore – della loro anziana vicina di casa con la quale hanno stipulato un contratto di nuda proprietà secondo il quale, una volta morta, l’appartamento diverrà di proprietà della loro famiglia. C’è poi la figlia della coppia, una quindicenne con problemi di acne che non comprende la madre e che ha un’ammirazione per la bellezza e il carattere dell’amante del padre. La novantunenne signora anziana è acida con tutti ma, a parte la nipote maggiore, chiunque tende a giustificarla e a trattarla in modo carino vista l’età. In maniera particolare è questo l’atteggiamento della nipote minore, una tecnica di laboratorio addetta alle mammografie, l’unica a prendersi veramente cura di lei e che, single, per l’interessamento e l’intromissione nella sua vita di una paziente malata di cancro, conosce il nipote di quest’ultima con il quale intreccia una relazione.
Ovviamente, durante lo svolgimento si scopriranno e verranno alla luce aspetti inattesi dal carattere di ognuno di questi otto personaggi ma tutto ciò risulta, in fin dei conti, già visto. Decenni di cinema indipendente a stelle e strisce – da Sundance per intenderci – hanno raccontato questo genere di vicende e, alcune volte, ci sono riusciti anche secondo canoni più singolari e migliori di questo Please give. La pellicola si lascia guardare e, anche, cattura l’attenzione dello spettatore ma lo fa più per il suo essere una sorta di passatempo, di svago, che non come un’opera verso la quale si deve prestare attenzione per l’estetica o il messaggio o il tema che la caratterizza. D’altra parte, in ogni festival si sente pur sempre il bisogno di questi lungometraggi necessari per staccare un attimo la spina e il cervello da pellicole di ben più difficile comprensione. Per informazione nel cast fanno parte: Catherine Keener, Amanda Peet, Oliver Platt e Rebecca Hall.
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