Film troppo pretenzioso il giapponese Caterpillar di Koji Wakamatsu, storia di un uomo, il tenente Kurokawa, che torna a casa dalla Seconda Guerra Mondiale – siamo ancora all’inizio del conflitto – decorato con ben tre medaglie d’onore ma completamente mutilato di tutti gli arti, sordo e impossibilitato a parlare. Tutti lo trattano come eroe di guerra, o Signore della Guerra, War Lord, che deve essere riverito e venerato per aver servito la propria patria e l’Imperatore. La moglie, all’inizio disperata, inizia pian piano a prendere le redini della situazione nella quale suo malgrado è precipitata e, dopo i primi tempi in cui si sente smarrita, pare devolversi completamente alla cura e al bene del proprio marito. Sembra, appunto, perché, in realtà, si sta prendendo solo la rivincita verso i soprusi che ha subito da lui. Kurokawa, infatti, non vuole essere considerato un eroe di guerra né, tantomeno, essere portato in giro per essere esposto agli sguardi compiaciuti e ammirati rivolti al corpo mutilato da parte dei compaesani del villaggio in cui abita. Egli non si sente degno di tale titolo anche perché l’ha guadagnato nel momento in cui stava razziando un villaggio cinese, stuprandone donne e uccidendole al fine, azione nella quale è rimasto accidentalmente ferito dal collasso del soffitto della casa nella quale si trovava. La narrazione dura per tutti gli anni del conflitto mondiale, alternando la vita quotidiana del villaggio e, soprattutto, della coppia,con immagini di repertorio e gli originali radiofonici dei comunicati stampa dell’esercito giapponese impegnato in battaglia che raccontavano di una guerra sul punto di essere vinta quando, in realtà, si stava perdendo nella maniera più miserabile. Con la fine del conflitto ha termine anche la vicenda umana di Kurakawa che, ormai disperato e abbandonato anche dalla propaganda del paese del Sol Levante, riconoscente verso i War Lord, si toglie la vita affogandosi in una pozza d’acqua poco fuori la sua abitazione.
Definivo pretenzioso Caterpillar perché tenta – secondo il mio parere non riuscendoci – a voler ricondurre a una vicenda personale, il rapporto tra il marito e la moglie dopo l’incidente di guerra, quella di un intero popolo e un’intera nazione uscita così amaramente sconfitta dall’ultimo conflitto mondiale. La chiusa finale su Hiroshima e Nagasaki e la conta di tutti i morti, per gli attacchi subiti dagli americani, tra l’esercito e la popolazione del grande arcipelago asiatico non fa altro che testimoniarlo. Se si astrae il tentativo di creazione della sineddoche che riporti idealmente a un qualcosa di più grande, il rapporto tra questo essere umano privato quasi del tutto di un corpo – ma che ancora vuole vivere la propria fisicità come la sua continua voglia di fare sesso con la compagna dimostra – e la moglie – che si sostituisce a lui, prima come parte mancante del fisico e poi, idealmente, ne prende il posto quando viene chiaramente, per mezzo di un montaggio incrociato con dissolvenze, accomunata al marito che stupra la ragazza cinese, nel momento in cui è lei a prenderlo a sua volta con violenza – risulta essere assai interessante.
Certamente una pellicola non facile e assai strana e che difficilmente vedremo dalle nostre parti. Una curiosità: è stata girata con macchine che utilizzano il sistema P2 di Panasonic secondo una scansione che più che progressiva pare essere interlacciata, così da comunicare una sensazione maggiore di realtà.
Tag:Caterpillar, Wakamatsu

Un Commento
Pare “leggerissimamente” pretenzioso…