Giornata memorabile questo quindici febbraio se nel giro di un paio di ore si sono visti due film che rischiano entrambi di essere in lotta seriamente per l’Orso d’oro. Dopo l’austriaco Der robber ecco questo norvegese En ganske snill mann, il cui titolo inglese è A somewhat gentle man, di Hans Petter Moland, ovvero la storia di un altro ex-carcerato appena uscito di prigione. Qui i toni, però, a differenza del suo predecessore nel calendario delle proiezioni quotidiane, sono quelli della commedia, o meglio, della dark comedy in cui le venature, anche dure, del sociale non sono certo dimenticate. Proprio per questo En ganske snill mann assomiglia a molte produzioni inglesi – specialmente quelle anni Novanta, come Grazie Signora Tatcher o The Van – non rinunciando al contempo a quel gusto prettamente nordico in fatto di messa in scena, ovviamente molto semplice, e di umorismo. La storia si concentra su Ulrich, un cinquantenne che ha appena finito di scontare una condanna a dodici anni per l’omicidio dell’amante della moglie. Una volta uscito di prigione davanti a lui si aprono due strade: o tornare a essere quello di prima, prendendosi la sua vendetta personale, freddando il fratello del morto – colui che l’ha denunciato – come vorrebbe spingerlo il piccolo boss della – poco temibile a dire il vero – mafia norvegese, un amico per il quale lavorava prima di finire in carcere; oppure continuare a essere questo “uomo in qualche modo gentile” che è diventato durante i lunghi anni di prigione e riconquistare l’affetto della sua famiglia, in particolare del figlio, ormai grande e fattosi una propria vita, nella quale aspetta un bambino dalla propria compagna. A sintetizzarla in questo modo, la vicenda parrebbe assai drammatica, invece si ride, si ride eccome. E’ il valore aggiunto del film: Moland è riuscito a creare una commedia con elementi che molti altri registi non avrebbero saputo altro che gestire secondo i toni cupi e tragici del dramma. Le risate giungono particolarmente dagli eventi inaspettati nei quali incappa il protagonista, primo tra tutti il suo – quasi imbarazzante, è proprio il caso di dirlo – charme che gli permette di portarsi a letto ben tre donne – quella che lo ospita, la ex-moglie e la segretaria dell’officina nella quale lavora – anche quando lui non ne ha per niente voglia. Le scene di sesso con le tre, in particolar modo con le prime due, sono tra le sequenze più divertenti dell’intera pellicola. Da sottolineare, in modo particolare, poi, la prestazione di Stallan Skarsgard nei panni del protagonista. Alle prese con un personaggio affatto facile, sempre sul filo del rasoio tra la sua esistenza tragica e gli avvenimenti buffi nei quali incappa, l’attore norvegese si fa carico di una grande prova interpretativa che lo candida fin da subito come uno dei pretendenti più accreditati per ricevere il premio per la sua categoria professionale.
Un titolo, questo En ganske snill mann, che si spera possa essere visto in Italia, rilasciato casomai da un distributore indipendente, piuttosto che da Medusa o 01 Distribution, e che credibilmente potrebbe pure realizzare buoni incassi, soprattutto grazie al passaparola tra gli spettatori che, come tutti sanno, è ancora la miglior forma di pubblicità per un film.
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