Der rauber

di Benjamin Heisenberg
Austria 2010

di Enrico Vannucci

A ogni Festival, nella categoria principale, ci sono alcune pellicole che fanno “alzare le orecchie” –

per così dire – perché si ha si da subito la sensazione che possano puntare in alto. Der rauber, in inglese The robber, il ladro, è proprio una di queste. Film del genere sono solitamente sempre piaciuti alle giurie anche perché, in questo caso, proprio di settima arte si sta parlando – sebbene la pellicola di Benjamin Heisenberg sia un adattamento di un romanzo di Roman von Martin Prinz, ispirato a sua volta a eventi realmente accaduti  – soprattutto vista la maggior importanza che il regista ha affidato alle immagini e al racconto attraverso di esse più che alle parole, il più delle volte legati a dei dialoghi di contorno, non necessari alla diegesi e allo sviluppo della vicenda. Questa è ambientata in Austria, in modo particolare a Vienna, e vede come protagonista un uomo appena rilasciato di prigione per rapina il quale riesce a sentirsi vivo solo quando commette quel tipo di crimine e quando corre. Appena uscito di galera, infatti, riprende da subito la vecchia attività. Non per soldi, ma per l’adrenalina di cui ha bisogno per sopravvivere a un’esistenza priva di tutto. E’ lo stesso per la corsa. Anche quando stava scontando la pena non aveva mai smesso di allenarsi. Una volta liberato, infatti, riesce a segnare anche il tempo nazionale austriaco della maratona correndo in quella di Vienna. Neanche il ritrovato amore con la sua ex compagna, riuscirà a fargli desistere dalla tentazione di svolgere quelle pericolose rapine che lo porteranno, inevitabilmente, alla definitiva caduta, sebbene, ancora una vota secondo le sue regole personali. Girato rimanendo sempre vicino al suo protagonista principale e abbandonandolo solo in un’unica occasione, Der rauber ha il pregio di farci entrare perfettamente nella psicologia di questo persona apparentemente sconfitta dalla vita e di farcene innamorare nonostante non tutto ciò che faccia possa essere definito propriamente lecito oppure giusto e lo spettatore, nonostante possa da subito immaginare come andrà a finire, nella conclusione si sente soddisfatto nell’aver accompagnato verso la morte un tale “eroe”.

Heisenberg realizza un film davvero intenso e coinvolgente, in cui la brevità dei discorsi verbali non inficia nel modo più assoluto l’attenzione degli spettatori. Ben recitato da Andreas Lust e Franziska Weisz, Der rauber rischia veramente di portarsi a casa uno dei premi in palio. E’ sempre piacevole scoprire pellicole assai piacevoli duranti i festival del cinema, soprattutto quando queste provengono da un paese europeo, per di più, questa volta, confinante con il nostro. Il cinema austriaco è iù vivo che mai come lo dimostrano i diversi titoli presenti nei maggiori concorsi da alcuni anni a questa parte. Anche il pubblico dei giornalisti, qui a Berlino finora di solito molto freddo, ha accolto con diversi applausi la conclusione della pellicola. Indubbiamente uno di quei titoli e quei registi da non dimenticare in futuro, sperando in una minima distribuzione anche in Italia.



Tag:, , ,
15 febbraio 2010

Un Commento

  1. chiara ha scritto il 16 febbraio 2010 | Permalink

    il grosso problema dei film festival è che putroppo non tutti vengono distribuiti da noi…anche quando sono belli…

Lascia un commento

La tua email non verrà mai pubblicata né resa pubblica. I campi obbligatori sono segnato con un *

*
*

Links

Berlinale Internationale Filmfestspiele

Berlinale Talent Campus

All'ombra della Palma

Il Leone della Laguna

ilSassolino.net

ilSassolino.net

Tag Cloud

Edizioni

Berlino 2009