Submarino

di Thomas Vinterberg
Danimarca 2010

di Enrico Vannucci

Thomas Vinterberg, uno dei registi che a metà anni Novanta firmarono il documento Dogma 95, porta in Concorso alla sessantesima Berlinale una pellicola che detiene tutti i crismi per potersi aggiudicare l’Orso d’Oro. La storia si focalizza sulla vita di due fratelli, accomunati da una madre alcolizzata che ha rovinato la loro esistenza da piccoli, condizionando inesorabilmente il loro futuro. Il maggiore dei due, Nick, diviene infatti un palestrato a cui piace bere e con notevoli problemi di socializzazione; i suoi unici amici, se così si possono definire, sono uno stalker, fratello di una sua ex, e una sbandata vicina di appartamento del ritiro statale in cui vive. Il più giovane, invece, è diventato un eroinomane che spaccia droga per mantenere il figlio avuto dalla compagna morta in un incidente stradale. E’ la morte della madre a farli incontrare  dopo tempo innumerevole. Dopo quell’evento, però, si perderanno nuovamente di vista, fino a che, inaspettatamente, incroceranno per l’ultima volta le loro strade in una prigione statale in cui sono stati rinchiusi: il primo per l’omicidio della vicina di casa del quale si è dichiarato colpevole ma che in realtà è stato commesso dal suo amico con problemi sessuali e il secondo per essere stato pizzicato dalle autorità a vendere droga per la strada.

Vinterberg, in maniera molto carveriana, sbircia nella vita di due persone alle quali il destino ha voltato loro le spalle fin dalla tenera età. Costretti a comportarsi come degli adulti prima del tempo per l’assenza di una madre che, disinteressandosi di tutto e di tutti, lascia accudire  loro il neonato da poco venuto al mondo, devolvendo loro anche il compito di  “battezzarlo” – come le belle scene, quella iniziale e quella finale, del film, immerse nel bianco delle lenzuola, mostrano – Nick e il fratello passano la vita con la morte nel cuore, segnata dalla scomparsa del piccolo Martin, trovato una mattina privo di vita nella culla. Martin è il nome anche del bambino del più giovane dei fratelli che, con la sua innocenza, salva dall’oblio e dalla disperazione Nick, colui che è sempre stato il più forte dei due.

Il regista danese compone un’opera interessante per come è stata costruita. Il film infatti si apre con la scena del battesimo nella quale, però, non viene rivelato il nome del neonato. La breve introduzione racconta la loro infanzia infelice attraverso pochi, brevi, momenti: la madre ubriaca, i piccoli furti per procurarsi il cibo e la morte del neonato. Poi, il resto della pellicola è costruito seguendo prima la vicenda di Nick, poi quella del fratello eroinomane, collegando le due attraverso elementi che il regista ha deciso di mettere in evidenza durante il primo racconto e che ha poi ripreso anche nel secondo, così da dare una chiara scansione temporale degli avvenimenti dimostrando così come i personaggi siano in balia di un destino beffardo, sollevandoli, dunque, da colpe personali – tematica questa molto presente finora al Festival. Il finale riunisce le due storie assieme, creando un legame tra Nick e Martin. La chiusa riprende nuovamente la scena iniziale in cui il nome del bambino viene rivelato. Registicamente Vinterberg rimane sempre sui personaggi, raccontando lo stretto necessario per sviluppare una storia che necessitava della giusta distanza per essere raccontata. Distanza che il film-maker danese ha trovato perfettamente. Forse ci troviamo di fronte al primo candidato forte all’Orso. Visto il nome importante dietro la macchina da presa dobbiamo aspettarci che Submarino venga rilasciato quasi sicuramente in Italia in un prossimo futuro.



Tag:,
14 febbraio 2010

Un Commento

  1. ok ha scritto il 14 febbraio 2010 | Permalink

    ok, Vinteberg sì

Lascia un commento

La tua email non verrà mai pubblicata né resa pubblica. I campi obbligatori sono segnato con un *

*
*

Links

Berlinale Internationale Filmfestspiele

Berlinale Talent Campus

All'ombra della Palma

Il Leone della Laguna

ilSassolino.net

ilSassolino.net

Tag Cloud

Edizioni

Berlino 2009