Greenberg

di Noah Baumbach
USA 2010

di Enrico Vannucci

Greenberg è il cognome del protagonista di questa bella storia, Roger, interpretato da Ben Stiller, un quarantenne che non ha ancora deciso che cosa voglia “fare da grande”, reduce da un esaurimento nervoso e pieno di paranoie che gli fanno scrivere lettere piene di lamentele alle grosse aziende dalle quali si è sentito, in un qualche modo, “tradito”. Da una quindicina d’anni ritiratosi a New York dalla nativa Los Angeles, vi ritorna per prendersi una pausa dalla sua vita di carpentiere e, al contempo, fare da guardia alla casa dell’affermato fratello quando questi, con la famiglia, parte per una lunga vacanza in Vietnam. Qui incontra la loro assistente famigliare, una giovane venticinquenne col la quale instaura una relazione che non sa dove li porterà. E’ amore, è solo sesso, amicizia o cosa? Tornare a quella che una volta era la sua casa, ovviamente, gli fa incontrare i propri fantasmi: l’ex-fidanzata, gli ex componenti della band nella quale suonava e che una sua decisione egoistica – rifiutare un importante contratto discografico con una major per non rinunciare alla propria libertà artistica – ha fatto sciogliere e tra questi ultimi, soprattutto il suo più caro vecchio amico che ora campa riparando computer e vivendo una traumatica separazione con la moglie della quale si sente però ancora innamorato.

Il film di Noah Baumbach è, in fin dei conti, una storia sulla vita di due persone, Roger, appunto, e Florence che desidererebbero essere come tutti coloro che si trovano intorno – omologati al sistema, come il fratello di lui, uomo ormai arrivato, con una famiglia, un lavoro e gli amici – senza però riuscirvi perché poco disposti ad aprirsi realmente. E così il loro rapporto diventa a tratti conflittuale. La donna, apertamente, gli confessa di considerarlo una persona che provoca dolore agli altri. Si comportano assai peggio degli adolescenti drogati, amici della figlia più grande del fratello di Roger, che una sera bivaccano nella casa portando avanti un parti fatto in maggioranza di alcool e cocaina Sembrano in tutto e per tutto dei bambini viziati che non sanno che fare di loro stessi. E’ proprio perché ancora idealmente nell’età dell’infanzia che Florence gli regala, per ben due volte, delle marionette originariamente indirizzate alla nipote. Nel finale, comunque, pare che Roger venga illuminato e capisca che ormai è giunta l’ora di guardarsi allo specchio e fare i conti con i propri problemi e che, soprattutto, Florence può essere l’unica persona con la quale affrontare questo nuovo momento della sua esistenza, sebbene non si abbia la certezza assoluta di un lieto fine visto che la pellicola si conclude proprio sul nascere di questa ipotesi.

Baumbach dirige un film dal chiaro sapore di cinema indipendente, sebbene veda come attore principale una della più grandi star di Hollywood – la quale, però, non va dimenticato, ha esordito proprio con produzioni indie, la più nota, Giovani, carini e disoccupati del quale ha firmato la regia. Greenberg, nel regno delle mega produzioni, è a tutti gli effetti una piccolissima opera, realizzata non a caso dalla Focus Feature, studio indipendente già autore del bellissimo Ethernal sunhine of the spotless mind di Michelle Gondry. Vista la presenza di Stiller è assai probabile che la pellicola giunga da noi in poco tempo. Da vedere.



14 febbraio 2010

Un Commento

  1. chiara ha scritto il 15 febbraio 2010 | Permalink

    mi ispira assai… :)

Lascia un commento

La tua email non verrà mai pubblicata né resa pubblica. I campi obbligatori sono segnato con un *

*
*

Links

Berlinale Internationale Filmfestspiele

Berlinale Talent Campus

All'ombra della Palma

Il Leone della Laguna

ilSassolino.net

ilSassolino.net

Tag Cloud

Edizioni

Berlino 2009