Kanikosen è un film nato vecchio, e questo non solo perché è tratto da un bestseller di più di ottant’anni fa (1927) scritto da Kabayashi Takiji, uno dei più importanti scrittori giapponesi vicini al mondo del proletariato. Il film sa di muffa soprattutto perché le citazioni che compie risultano troppo smaccate. S’inizia con Metropolis di Fritz Lang, a cui chiaramente si deve tutta la prima parte del film, per poi passare a un Fellini “terzo stadio”, con riferimenti in particolare verso una pellicola come La nave va, per finire con una sottospecie di pampleth pro-lavoratori sfruttati all’ultimo Citto Maselli, per intenderci quello visto a Venezia, quello brutto. Il film di Sabu non risulta dunque innovativo ma cerca il suo spazio all’interno di una tradizione – o più tradizioni estetiche, se di tradizioni si può parlare – in particolare quella del film politico, che al giorno d’oggi non viene del tutto compresa. Non che non ce ne sia bisogno, basta guardare gli effetti che la crisi economica sta portando avanti da quasi due anni oramai, in tutte le parti del globo, per ritenere che del buon cinema politico – “alla Petri” o “alla Rosi” – sarebbe più che necessario anche in tempi di certo non splendidi come questi ma, ripescare dei vecchi stili – per di più unici e decisamente poco imitabili – non può certo dare lustro a qualsiasi opera cinematografica che voglia, oggi, parlare nei termini del cinema civile. Probabilmente perché, sempre più, sono i documentari ad aver assunto quella prerogativa. Si rifletta su in quanti, dopo il successo indiscusso di Michael Moore, abbiano prodotto film sul “reale” e che parlano di problemi sociali o civili. Certamente in tanti, se non in troppi.
Questa storia di pescatori di granchi, al soldo di una compagnia che lavora per l’Impero Giapponese – siamo all’inizio del secolo scorso – a raccogliere quanti più crostacei possibili per sfamare il proprio popolo, non colpisce. Anzi, alla lunga, annoia. Qualcuno potrebbe definirlo, banalmente, poetico ma, il più delle volte, questo è un termine utilizzato nel caso in cui purtroppo, si vuole salvare a tutti i costi un film anche se questo, palesemente, non funziona. E per Kanikosen , inserito nella categoria Forum, è appunto così.
Tag:Kanikosen, Sabu

2 Commenti
Stroncato e messo da parte!
mi sa che questo non me lo vado a vedere (anche se dubito che arrivi in sala da noi)…